Scuola professionale per sportivi d'élite
Casella postale 377
CH-6598 Tenero (TI)

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Wenn der Friede auf dem Spiel steht

 

 

 

Präsentationsseite auf Deutsch
Die Scuola professionale per sportivi d'élite (Berufsschule für elite Sportler) von Tenero organisiert eine Präventionskampagne gegen Rassismus, Gewalt und für die Integration durch den Sport. Auf dieser Seite, welche auch auf Deutsch übersetzt werden wird, finden sie alle Informazionen über diese Kampagne. Derzeit können sie die Filme "La pace in gioco - "Wenn der Friede auf dem Spiel steht" (mit deutschen Untertiteln) und die deutsche Version des Spots "Das Schachbrett des Friendens" ansehen. Es handelt sich dabei um Filme, welche von den Schülern der Scuola professionale per sportivi d'élite im Umfang der Kampagne realisiert wurden.

 

Versione di "La pace in gioco" (Wenn der Friede auf dem Spiel steht) con sottotitoli in tedesco.

Di seguito la presentazione del cortometraggio:
In una classe di alunni in cui esiste un leader "negativo" ha inizio una discussione durante l'uscita da scuola diretta a screditare la nazionale Under 17 che ha vinto il mondiale di calcio in Nigeria nel 2009. L'oggetto del contendere è la presenza di un ragazzo di colore nella nazionale svizzera, così come la presunta non "purezza" di molti dei giocatori svizzeri. In questa scena i personaggi si caratterizzano per la loro più o meno sensibilità sul tema. Ciò diventa però chiaro nel momento in cui il "cattivo" individua la sua "vittima" e la colpisce. È il momento in cui emerge il "coraggioso" e si distingue il "codardo". La visione di violenza gratuita porta la ragazza del cattivo ad un ripensamento del rapporto amoroso che li lega. Il senso di giustizia prevale nella ragazza che sceglie di allontanarsi dal suo ragazzo preferendo i rapporti pacifici e amichevoli a quelli razzisti e violenti. La scuola e il docente aiutano il "cattivo" a capire il male arrecato. Il gruppo di amici integra la "vittima" ed emargina il cattivo, oramai ex ragazzo ed ex amico. Ciò provoca nel cattivo una sorta di confusione che lo porta a riflettere su quanto ha fatto e su quanto sta perdendo. In un gesto simbolicamente significativo, cancella un recente tatuaggio razzista (croce celtica) riprodotto sul collo. Ritorna rinnovato e pentito dagli amici, trova il perdono della vittima, riconquista l'amore della fidanzata e ritrova infine la pace.
Il filmato vuole trasmettere diversi messaggi, ma in particolare tiene a sottolineare il ruolo fondamentale di chi assiste ad episodi di razzismo e di violenza (bullismo): è fondamentale che non incitino o diano segni di approvazione, ma anzi manifestino disappunto. Solo così il "colpevole" sarà portato a riflettere e potrà "maturare", comprendendo i suoi sbagli. È bene che tutti riflettano su questo aspetto, in quanto generalmente la vittima (perché non può) e il colpevole (non vuole) non danno un grande contributo a migliorare la situazione.

Interpreti:
Velibor Simic (il cattivo), Maria Scandella (la ragazza del cattivo), Aurélien Impose (la vittima), Nicholas Butti (amico coraggioso del cattivo), Davide De Bernardi (il "codardo", amico del cattivo, inizialmente succube del capo), Giulia Pianezzi (amica di Maria) Margherita Bianchi (fidanzata della "vittima") e Marzio Conti (docente di Storia); altri: Nicolas Barone, Federica Bomio Pacciorini, Mauro Citraro, Filipe De Oliveira, Aris Fassora, Antonio Felitti, Merïm Haliti, Vivian Manenti, Michele Martone, Nikola Nogic, Lucia Tacchelli, Federico Valsangiacomo e Remi Wallimann.

Regia:
Michele Martone; aiuto regia: Lucia Tacchelli.

Produzione:
Michele Martone (capo gruppo), Elisa Boffi, Yoëlle Dorthe, Aurélien Impose, Maria Scandella, Velibor Simic, Lucia Tacchelli e Simona Teggi.

Supervisione:
Mauro Citraro (direzione), Marzio Conti e Alexandre Mondoux.

Graffito:
Alan Pianezzi.

Montaggio dei filmati:
IUFFP (Ivano Giussani e Dave Flury).

Stadicam:
Ariel Salati.