Scuola professionale per sportivi d'élite
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Smaschera i limiti!

 

 

 

Con questo spot si è voluto dimostrare che è nell'uomo ricercare l'altro per incontrarsi. Seppur si cresce con  una forma mentis, in un ambiente pertanto limitato dalla cultura di riferimento, ciò non toglie la possibilità di uscire per ricercare cosa c'è dall'altra parte. La volontà di conoscere è insita nell'uomo, ma spesso non viene sostenuta. Nello spot si cresce in un cubo, che può essere nero o bianco, poco importa, importante è però che il cubo opprimerà una volta cresciuti intellettualmente. Alcuni cercheranno pertanto una via di uscita. Dapprima, quando si è bambini, tutto è bello e grande e ciò non rappresenta che uno spazio felice. Ma se il nostro contesto culturale risulta ristretto man mano che l'intelletto cresce, allora la sensazione di soffocamento potrebbe prendere il sopravvento. Il risultato sarebbe la morte intellettuale, il preconcetto, il pregiudizio, l'isolamento. Solo una volta strappata la parete che isola, si potrà conoscere l'altro, il quale è egli stesso sorpreso della novità, ma pena l'isolamento, si incuriosirà all'intruso. Tutti noi viviamo con una doppia maschera che ci copre una prima volta, quando la società di appartenenza ci educa e, una seconda, quando vogliamo offrire la prima a coloro che entrano nel nostro mondo. Dunque, giù tutte le maschere e allarghiamo gli spazi insieme per un mondo di pace.
Lo spot si presta a molte interpretazioni e stimola la riflessione, sia a livello di pregiudizi della società (cultura, mentalità, ecc.) in cui viviamo verso le altre culture, sia a livello individuale e personale, verso noi stessi, verso le nostre paure (di essere giudicati), sia in rapporto al conformismo e alle apparenze. La seconda maschera inoltre può rappresentare appunto una protezione, che manteniamo anche quando decidiamo di aprirci agli altri (di fatto non lo facciamo, evitiamo di essere noi stessi, per paura di essere giudicati o di andare incontro all'ignoto.

Interpreti:
Anaïs Scettrini Bellerio, Kaleb Rezzonico, Maria Scandella e Aurélien Impose.

Regia:
Lucia Tacchelli e Maria Scandella.

Produzione:
Michele Martone (capo gruppo), Elisa Boffi, Yoëlle Dorthe, Aurélien Impose, Maria Scandella, Velibor Simic, Lucia Tacchelli e Simona Teggi.

Supervisione:
Mauro Citraro (direzione), Marzio Conti e Alexandre Mondoux.

Musica:
Isabella Barberis e Nuno Santos.

Montaggio dei filmati:
IUFFP (Ivano Giussani e Dave Flury).